Ludi alla Fortezza 2018, uno straordinario successo

Si è appena conclusa l’edizione 2018 dei Ludi alla Fortezza.

Stanchi ma estremamente felici e soddisfatti del suo svolgimento e degli innumerevoli riscontri positivi (ma anche delle critiche, vitali per poterci migliorare), siamo già al lavoro per la successiva edizione, mettendo a frutto molte idee maturate in questi giorni e tante proposte fatte da voi che ci avete seguito e supportato.

Ringraziare tutti, dagli ospiti agli artisti, dagli artigiani ai sostenitori, è un’impresa davvero difficile, per cui lasceremo che siano le foto a parlare per noi, scattate dal nostro staff e da molti amici che ci hanno onorato della loro presenza: potrete trovare tutte le foto dell’evento sulla nostra pagina Facebook.

Al prossimo anno!

I Ludi alla Fortezza hanno inizio!

Eccoci, siamo arrivati alla settimana dei Ludi alla Fortezza!

Dal 14 al 17 giugno tutti gli eventi a cui non potete mancare!

Il Banchetto Medievale vi attende la sera del 14 giugno a Piazza del Popolo:

Il 15 giugno, invece, vi aspettiamo al Palazzo dei Sette per “Guelfi e Ghibellini: il trionfo della Fazione” a cura del prof. Franco Mezzanotte, docente di Storia Medievale all’Università degli Studi di Perugia e di Storia della Chiesa antica all’Istituto Teologico di Assisi ed il concerto narrato “1328: Ludovico IV alla conquista dell’Orvietano” presentato dal gruppo musicale Rasna.

Nel pomeriggio di sabato 16 giugno potrete invece assistere, sempre al Palazzo dei Sette, a “Dante Alighieri, nascita di un profeta” a cura di Marco Santagata, scrittore, critico letterario e docente universitario.

E infine i Ludi alla Fortezza, alla Fortezza Albornoz il 16 e 17 giugno: ecco il programma e la mappa!

Il Gioco della Bandiera

Ha origini antiche, probabilmente anche antecedenti al Medioevo.
Da questo periodo, tuttavia, si ha una maggiore documentazione che arriva fino ai manuali illustrati seicenteschi.
Deriva probabilmente dalla figura dell’alfiere (presente non a caso anche nel gioco degli scacchi), che aveva il compito di indicare a distanza dei segnali militari per manovrare le truppe. Le bandiere venivano usate anche, durante i periodi di pace in occasione di parate, e in questi casi l’alfiere portava i vessilli di nobili, papi, città o eserciti. In alcuni casi questo faceva roteare e volteggiare le bandiere con le loro insegne.
Da queste antiche pratiche si è sviluppata l’arte della bandiera, che sopravvive ancora oggi.
Il testo di Francesco Ferdinando Alfieri, La Bandiera (1638) è fondamentale per comprendere questo gioco medievale. In esso sono presenti tutti i fondamentali movimenti che hanno dato origine alla sbandierata moderna

Il gioco del mulino (o filetto)

Tutti conoscono i giochi di scacchi dama, almeno di nome e per importanza!
Eppure vi è mai capitato di comprare una scacchiera e trovare, sul lato opposto della tavola, un’altro disegno?

Dovete sapere che quello che vedete rappresenta uno dei giochi più antichi del mondo e viene chiamato gioco del mulino, conosciuto anche come filetto o Nine Men’s Morris.
Ne abbiamo di tracce di questo gioco nel corso della storia, fino addirittura a più di tremila anni fa.

Re Alfonso X di Spagna detto il Saggio, che grande amante di giochi era, gli diede grande spazio nel Libro de los Juegos da lui commissionato (guarda un po’!) proprio intorno al 1264.

E’ un gioco semplice e divertente: in una prima fase ogni giocatore schiera una delle sue nove pedine in una delle intersezioni del tavoliere, cercando di piazzarne tre di fila (facendo così filetto) e rimuovendo in tal modo una pedina avversaria a sua scelta; nella seconda fase poi a turno i due giocatori muovevano una pedina alla volta cercando sempre di fare filetto e continuando in questa maniera a sottrarre pedine all’avversario, fino a che uno dei due non rimaneva con solo due pedine o impossibilitato a muoverle ulteriormente, dichiarando in tal modo la propria sconfitta!

Il gioco delle cinque pietre

In ogni epoca ci si può divertire, a volte, davvero con poco.
E i nostri avi non erano di sicuro da meno!

Un classico esempio di gioco “povero” (che richiedeva infatti materiali alla portata di chiunque) era quello delle cinque pietre.

Le sue origini sono ben più antiche del Medioevo e ancora oggi viene praticato in molti paesi.
Si giocava con cinque pietruzze di forma arrotondata o con astragali, ossa delle pecore o dei bovini (da qui un altro nome del gioco, “a li ossi”).

Richiede grande rapidità di mano e destrezza e innumerevoli sono le varianti del gioco, ogni cultura ha una sua tradizione e una propria versione delle regole: dal lanciare una pietra in aria, raccogliere le altre in terra e infine quella in volo prima che tocchi il terreno, o addirittura lanciare tutte le pietre in aria e cercare di raccoglierne con il dorso della mano quante più possibile.

Non si può infine trascurare l’antica pratica divinatoria dell’astragalomanzia, di cui alcune tracce sono giunte, insieme alla tradizione ludica, fino al Medioevo: gli ossicini, custoditi in sacchetti e scatoline, non fungevano solo da intrattenimento ma anche come mezzo per prevedere il futuro!